LA CONCENTRAZIONE: un chiudersi in se stessi per aprirsi al mondo
E' noto che i sapienti, gli uomini di scienza, ci danno l'impressione di un intimo raccoglimento che li tiene lontani dalle cose del mondo. Tutti conoscono gli aneddoti di Newton che dimentica di prendere cibo, di Archimede che nemmeno si accorge del frastuono della mischia per la conquista di Siracusa e si fa sorprendere dai nemici intento ai suoi calcoli geometrici.
Le grandi scoperte che conducono al Progresso di tutta l'umanità non sono dovute tanto alla cultura degli scienziati né a loro sapere, quanto a questo completo concentrarsi e sprofondarsi dell'ingegno, a questo quasi isolarsi dal mondo.
Se il bambino troverà il campo d'azione corrispondente alle sue intime esigenze, egli ci rivelerà anche quanto altro gli sia necessario per lo sviluppo della sua esistenza.
Egli cerca i suoi rapporti col genere umano che lo circonda, e li trova.
Ma vi sono nell'individuo anche esigenze intime, per le quali mentre egli si abbandona ad un lavoro misterioso, si richiede la completa solitudine, la separazione da tutto e da tutti.
Nessuno può aiutarci a raggiungere questi intimo isolamento che ci rende accessibile il nostro mondo più celato, più profondo, tanto misterioso, quanto ricco e pieno. Se altri ci si immischia, interrompe e perciò distrugge.
Questo raccoglimento che si ottiene liberandosi dal mondo esterno, deve provenire dalla nostra stessa anima, e ciò che è intorno a noi non può influire in nessun modo fuorché con l'ordine e con la pace.
Questo stato di completo raccoglimento si trova solo nei grandi uomini, e anche in loro solo eccezionalmente.
Esso è la sorgente della fermezza interna. Da Questo raccoglimento deriva la facoltà, che hanno i grandi, di influire sulle masse con meditata tranquillità e con infinita benevolenza.
Sono uomini che, dopo un prolungato appartarsi dal mondo, si sentono in grado di risolvere i grandi problemi dell'umanità, mentre con infinita pazienza sopportano le debolezze e le imperfezioni dei loro simili anche se giungano all'odio e alla persecuzione.
Inoltre vediamo che esiste uno stretto legame tra il lavoro manuale che si compie nella vita comune e la profonda concentrazione dello spirito. Per quanto a prima vista sembri che queste due cose siano opposte, in realtà esse sono profondamente unite, Perché l'una è la sorgente dell'altra.
La vita dello spirito si prepara in solitudine e le forze occorrenti per la vita quotidiana e, dal canto suo, la vita quotidiana favorisce il raccoglimento mediante il lavoro ordinato.
Lo sperpero delle forze è continuamente ricolmato dalla sorgente del raccoglimento dello spirito.
L'uomo che vede chiaro in se stesso, sente le necessità della vita interiore così come il corpo sente le necessità della vita materiale, quali la fame e il sonno.
L'anima che non ha più la sensazione delle sue necessità spirituali sta sulla stessa pericolosa china del corpo che non è più in grado di sentire i morsi della fame, né il bisogno di riposo.
Ma poiché questo raccoglimento, questo sprofondarsi dell'anima in se stessa lo troviamo nei bambini, è chiaro che esso non rappresenta uno stato eccezionale di persone particolarmente dotate, ma è una qualità universale dell'anima umana, che solo in poche persone si conserva fino all'età adulta.
Se ora consideriamo nei bambini questi singoli barlumi di concentrazione, osserviamo un quadro tutto differente dal primo, quando si trattava dei lavori utilitari. Un oggetto dal quale non si può ricavare nessuna utilità attira d'improvviso l'attenzione del bambino, che comincia ad occuparsene e a muoverlo in tutti i sensi. Spesso non sono che i piccoli movimenti quasi meccanici e uniformi. E, spesso la mano distrugge ciò che aveva costruito un momento prima per poi ricominciare a costruire da capo. E questi movimenti si ripeteranno tante volte da [...] farci intravedere un fenomeno speciale.
Allorché scoprii per la prima volta l'esistenza di questo aspetto del carattere infantile ne fui stupita e mi chiesi se non mi trovassi di fronte ad un fatto straordinario, ad un mistero nuovo e meraviglioso, poiché vedevo crollare davanti ai miei occhi molte teorie degli psicologi.
Essi ci avevano fatto credere - ed anch'io lo credevo - che i bambini fossero incapaci di fissare lungamente la propria attenzione su qualsivoglia oggetto.
Ed ora ecco davanti a me una bambina di 4 anni che coi segni della più manifesta attenzione, poneva incastri di legno cilindri di varie dimensioni. Essa li metteva dentro con ogni cura, e quando non ne rimanevano più, li tirava fuori di nuovo, per introdurli poi subito, e continuava così, senza che se ne vedesse la fine. Cominciai a contare. Quando l'ebbe fatto per più di 40 volte, mi misi al piano ed invitai gli altri bambini a cantare, ma la piccina continuò il suo inutile lavoro senza mai muoversi, senza alzare gli occhi, come se fosse completamente astratta da ciò che la circondava.
In un dato momento cessò, e alzò, sorridente contenta, gli occhi limpidi. Sembrava alleggerita e riposata e sorrideva come quando i bambini si svegliano dal sonno benefico. D'allora in poi, ho osservato le stesse manifestazioni sempre più spesso.
I bambini quando hanno compiuto questo lavoro raccolto appaiono sempre riposati e intimamente corroborati. Sembra quasi che nella loro anima si sia aperta una strada alle forze latenti, svelando il lato migliore del loro carattere. Si mostrano allora affabili con tutti, si prodigano per aiutare gli altri, sono pieni di desiderio di essere buoni. E' successo che uno di loro si avvicinasse piano piano alla maestra e le sussurrasse, come per confidarle un segreto: «Signorina, io sono buono!».
Questa osservazione è stata valorizzata già da altri ma particolarmente utilizzata da me.
Io capii che ciò che succedeva nelle anime era una legge e questa mi diede la possibilità di risolvere completamente il problema dell'educazione. Mi apparve chiaro che l'idea dell'ordine e lo sviluppo del carattere della vita intellettuale e sentimentale devono derivare da questa Fonte misteriosa e celata.
E da allora in poi mi ad operai per cercare degli oggetti sperimentali che rendessero possibile la concentrazione, ed inoltre studiai accuratamente l'ambiente che presentasse le più favorevoli condizioni esterne per questa concentrazione. Così cominciai a creare il mio metodo.
Certamente Qui sta la chiave di tutta la pedagogia: saper riconoscere gli istanti preziosi della concentrazione per poterli utilizzare nell'insegnamento del leggere, dello scrivere, del far di conto e, più tardi della grammatica, dell'aritmetica, delle lingue estere, ecc.
Del resto tutti gli psicologi sono d'accordo nel asserire che vi è una sola maniera di insegnare: quella di suscitare nello studente il più profondo interesse ed insieme una viva e costante attenzione.
Si tratta, dunque, solo di questo: utilizzare l'intima forza del fanciullo per la sua educazione. È possibile ciò? Non è soltanto possibile, è necessario. L'attenzione ha bisogno, per concentrarsi, di stimoli graduali. All'inizio saranno oggetti facilmente riconoscibili dai sensi, che interesseranno i piccini: dei cilindri di differenti grandezze, dei colori da ordinare secondo la loro gradazione, diversi suoni da distinguere, superfici più o meno scabre da riconoscere al tatto. Ma più tardi avremo l'alfabeto, le cifre, la lettura, la grammatica, il disegno, le operazioni aritmetiche più difficili, la storia e le scienze naturali, e così si costruirà il sapere del fanciullo.
Per conseguenza, il compito della nuova maestra si è fatto assai più delicato e più serio.
Dipende da lei se il bimbo troverà la sua via verso la cultura e la perfezione o se tutto andrà distrutto.
La cosa più difficile e far capire alla maestra che, perché il bimbo progredisca, ella deve eclissarsi e rinunciare ai diritti che prima le spettavano; essa deve comprendere bene che non può avere nessuna influenza immediata né sulla formazione, né sulla disciplina dell'alunno, e che tutta la sua fiducia deve essere riposta nelle energie latenti di questo.
Certo vi è qualcosa che la spinge continuamente a consigliare i piccoli piccini, a correggerlo a incoraggiarli, mostrando loro di essere superiore per esperienza e cultura; finché non si sarà rassegnata a far tacere in sè ogni vanità, non otterrà alcun risultato.
Spetta a lei il saper distinguere il bambino che cerca la via giusta da quello che ha sbagliato strada. Ella deve sempre essere tranquilla, sempre pronta ad accorrere, quando è chiamata, per dimostrare il suo amore e la sua confidenza. Essere sempre pronti: ecco tutto.
La maestra deve consacrarsi alla formazione di un'umanità migliore. Come La Vestale doveva serbare puro e scevro di scorie il sacro fuoco che altri avevano acceso, così alla maestra è stata affidata la fiamma della vita interiore in tutta la sua purezza.
Se questa fiamma sarà trascurata, si spegnerà per non accendersi mai più.
M.Montessori, Il Bambino in Famiglia, Garzanti Ed. pp 61-66
QUALCHE SPUNTO per favorire la CONCENTRAZIONE
Maria Montessori semplicemente osservò i bambini in un ambiente adatto a loro. Cioé?
l'ambiente è a misura di bambino (mobili e oggetti adatti alla sua altezza e ad essere maneggiati dalle sue manine)
le attività devono essere adatte alla sua età ( non per bambini più piccoli, nè più grandi) e lo si può capire solo osservando cosa gli piace fare in casa e come maneggia gli oggetti (mette in bocca? infila? batte? riempie e svuota? travasa?, ecc)
nell'ambiente ci sono TROPPE attività? ( e quindi il bm è agitato) o ce ne sono troppo POCHE? ( e quindi il bm le lancia/ o si annoia)
Come si può notare, questi piccoli accorgimenti si possono seguire anche a casa
E L'ADULTO COSA FA?
Osserva: "...noi ci siamo già interessati di procurargli ciò che gli occorre. Ora dobbiamo saperci vincere, tirarci in disparte ed osservarlo, seguirlo quasi ad una certa distanza, senza affaticarlo col nostro intervento, ma anche senza mai abbandonarlo. Quasi sempre lo vedremo tranquillo , bastare a se stesso finché sarà occupato in qualche lavoro che gli sembri serio. Che cosa resta da fare per noi, se non osservare?".
elimina i troppi stimoli ( giocattoli in giro, tv, riordina i giochi)
"rilancia "l'attività se il bm non sembra più interessato (gli fa scoprire una cosa nuova che può fare con quel materiale)
....lo lascia di nuovo solo a fare e a scoprire…
osservando il bambino, l’adulto nota ciò che gli piace fare e intuisce, di conseguenza, le attività da proporgli. Compito dell’adulto sarà quindi quello di informarsi su quali attività esistono già in commercio o da creare lui stesso . ADULTI: SIATE CURIOSI, CREATIVI e IMPEGNATEVI perché questo è un periodo sacro della vita di una persona!
Scopo del ruolo dell'adulto: AIUTAMI A FARE DA ME
“L’Uomo non si sviluppa all’Università
ma incomincia il suo sviluppo mentale alla nascita
e lo effettua con maggior intensità nei primi 3 anni di vita:
a questo periodo, più che ad ogni altro, è necessario sia data una vigile cura”
La mente del bambino, M. Montessori)